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E' il turno della "cucciola" del gruppo di Serie A2: Giulia Vincenzi, pivot trevigliese classe 1998 alla prima stagione in maglia Fassi, è stata gradita sorpresa in più di una gara maturando un'esperienza importante in parte a compagne del calibro di Tereza Vorlova e Maria Locatelli. Ecco come si è raccontata al nostro taccuino...

E' il turno della "cucciola" del gruppo di Serie A2: Giulia Vincenzi, pivot trevigliese classe 1998 alla prima stagione in maglia Fassi, è stata gradita sorpresa in più di una gara maturando un'esperienza importante in parte a compagne del calibro di Tereza Vorlova e Maria Locatelli. Ecco come si è raccontata al nostro taccuino...

Alla tua prima stagione in assoluto in un campionato senior qual è il tuo bilancio? Quali sono state le difficoltà e cosa/chi invece ti ha aiutata in modo particolare?
Per me giocare in un campionato senior quest’anno è stato veramente un passo importante e ringrazio la società e i miei allenatori per avermi dato questa possibilità, nonostante io sia ancora giovane e inesperta. Per me è stata un’occasione importante per imparare da chi ha più esperienza di me e per crescere sia in ambito cestistico sia in ambito umano. Sicuramente la difficoltà più grande è stata quella di giocare con persone molto più grandi di me, cosa che ha richiesto molta più concentrazione in campo e meno margine di errore; ad esempio, in un campionato giovanile, se sbagli un canestro da sotto riesci più facilmente a prendere il rimbalzo e a correggerti, in un campionato senior come quello di quest’anno è quasi impossibile. Fondamentale è stato il supporto delle mie compagne di squadra che hanno saputo spronarmi a dare il meglio di me e farmi forza quando magari non riuscivo ad ottenere quello che volevo; ringrazio anche i miei genitori che mi sono sempre stati vicini e hanno sempre creduto in me.

Alla più "piccola" del gruppo di A2 non si può non chiedere qual è la tua ambizione più "grande"! In cosa pensi di dover migliorare? Svelaci anche un tuo pregio come giocatrice...
Sicuramente la mia ambizione più grande è quella di diventare una buona giocatrice e avere ancora la possibilità nei prossimi anni di giocare in campionati di questo livello. Devo migliorare ancora in tante, ma veramente tante cose; ho ancora molta strada da fare: lavorare prima di tutto sulla grinta e l’aggressività che in campo faccio molta fatica a tirare fuori, credere di più in me stessa e metterci convinzione nelle cose che faccio, imparare da Terry i movimenti sotto canestro e a stare piegata sulle gambe perché sono spesso fuori equilibrio. Un mio pregio come giocatrice credo che sia quello di non arrendermi mai, se non riesco a fare qualcosa ci provo e ci riprovo e sono sempre pronta ad ascoltare chi ha dei consigli da darmi.

Quali sono state le avversarie, magari nel tuo ruolo, che più ti hanno impressionata? Cosa ruberesti invece ad una o più compagne di squadra?
Non c’è nessuna avversaria nel mio ruolo che mi ha impressionata tanto quanto la mia compagna Terry. Quando l’ho vista giocare la prima volta mi ha lasciata a bocca aperta e tutt’ora non fa altro che stupirmi, credo che le ruberei tutto, ma più di ogni altra cosa la voglia e l’aggressività che ci mette anche solo nel fare un palleggio. Poi ad ognuna delle mie compagne ruberei qualcosa, abbiamo tutte delle caratteristiche particolari che ci contraddistinguono e che completano la squadra (in particolare ruberei alla nostra capitana Maria tutta la determinazione che le ho visto mettere in campo quest’anno).

La salvezza, l'obbiettivo della stagione, ormai è stata raggiunta con 3 giornate di anticipo: secondo te qual è stato il segreto di questo fantastico "successo"? Qual è stato il momento chiave del campionato?
Il segreto è stato sicuramente il gruppo. Nella nostra squadra ci sono ragazze di esperienza che hanno tanto da insegnare e che sono di stimolo e di esempio per le giovani che a loro volta portano entusiasmo e voglia di migliorare. Secondo me le ultime tre partite sono state molto importanti, soprattutto quella contro Carugate che è sempre stata la “bestia nera” della mia squadra e, battendola, abbiamo acquistato più sicurezza in noi.

La società quest'estate ha scelto di puntare forte su di te inserendoti nel roster di A2: quale consiglio daresti ad una ragazza che si dovesse trovare ad affrontare la stessa opportunità? Ti senti orgogliosa di ciò che hai dato e ricevuto?
Il consiglio che darei ad una ragazza, se le dovesse capitare un’opportunità del genere, è quello di coglierla al volo e di sfruttarla al meglio perché davvero ti insegna tanto. Io sono molto orgogliosa della fiducia che mi è stata data e spero di non aver deluso nessuno. Ho dato il massimo; si può sempre far meglio, ma comunque l’impegno e la voglia di far bene non è mai mancata.

Nell'ambito del progetto Ororosa sei stata un'arma importante per il gruppo Under 17 élite, classificatosi al 5° posto in Lombardia: raccontaci la tua stagione in ambito giovanile, sei soddisfatta di ciò che avete raggiunto?
Devo dire che anche in ambito giovanile la stagione non è andata per niente male. Abbiamo provato fino all’ultimo ad inseguire il quarto posto per ottenere la possibilità di partecipare all’interzona, ma purtroppo non ci siamo riuscite. Io sono molto contenta del lavoro fatto insieme alle mie compagne e agli allenatori, nonostante le varie difficoltà legate al fatto che non mi allenavo con loro. Voglio ringraziarli tutti perché si sono sforzati al massimo nel venirmi incontro durante le partite. Spero il prossimo anno di poter raggiungere questo obiettivo sfuggito per poco.

Come per le tue compagne, ti lasciamo queste ultime righe per una dedica/riflessione che vuoi condividere con qualcuno di particolare...
Un ringraziamento particolare lo vorrei fare a Nazza, in primo luogo perché mi ha fatta crescere già dai tempi del Bulgheroni, poi con Azzurrina e il Trofeo delle Regioni e, in secondo luogo, perchè mi ha dato il soprannome con cui ora sono conosciuta in tutto l’ambiente e grazie a lui nessuno si ricorda più che mi chiamo Giulia!

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